Questo longevo simbolo della Città Eterna, un fantasma cavo che riesce a padroneggiare su tutte le altre rovine della capitale, una volta era capace di contenere ben 50’000 spettatori, che venivano in massa per assistere a giochi di diverso tipo.
La leggenda narra che il Palatino era la collina sulla quale viveva la lupa che ha allattato Romolo, mitico fondatore di Roma, insieme al suo fratello gemello Remo.
Il miglior modo per cercare di entrare al Palatino è dalla scalinata accanto alle rovine dei Fori dove si erge l’Arco di Tito (da dove la fila per entrare è senza dubbio più corta di quella che parte dal Colosseo): da qui si ha accesso ai giardini e ad un fantastico punto panoramico, da dove si domina tutta la zona.
Chiusi a tempo indeterminato per portare a termine alcuni scavi, i Fori Imperiali, che si trovano al di là della strada rispetto ai Fori Romani, sono formati da un insieme molto vasto di quelli che una volta erano templi, basiliche e piazze pubbliche.
I Fori Imperiali, costruiti durante il primo e il secondo secolo, sono visibili dal parapetto di Via dei Fori Imperiali.
Gli antichi popoli degli Etruschi e dei Greci usavano i Fori come punto di ritrovo e luogo per il mercato, mentre i primi romani vi fondarono una città fatta di capanne dal tetto di paglia, a partire dal 753 a.C.
Il miglior modo per visitare i Fori è quello di entrare dalla “Via Sacra”, la strada più antica di Roma, che vi condurrà fino all’Arco di Tito, passando per le terme e il Tempio di Jupiter Stator, che si trova a sinistra.
Sede del governo originale, luogo simbolico del potere politico, il Monte Capitolino ancora oggi funziona da dimora del governo della città.
A ideare e progettare la Piazza del Campidoglio è stato il grande maestro Michelangelo: qui, nella piazza del Monte Capitolino, ci sono anche i famosi Musei Capitolini, tappa fondamentale nel giro turistico della città.
L’area chiamata Velabro o Velabrum è una zona pianeggiante tra i colli Palatino e Campidoglio, corrispondente ad una parte della vallata del Tevere, leggermente a sud del quartiere conosciuto come Ghetto Ebraico.
La Domus Aurea fu chiusa al pubblico per essere restaurata all’inizio degli anni ottanta; ancora oggi in fase di restauro, può essere, però, nuovamente visitata ed ammirata a partire dal 26 giugno del 1999.
Questo immenso parco comprende una parte della Casa Dorata di Nerone, che un tempo occupava un pezzo enorme del territorio di Roma.
La famosa strada Via del Corso, molto nota soprattutto per i suoi numerosi negozi, si estende da Piazza del Popolo a Piazza Venezia.
Il nome di questa via è dovuto al fatto che un tempo questa era il principale campo di corse e competizioni di Roma.
Gli architetti di tutto il mondo ancora si domandano come questo tempio che data ben 2000 anni possa essere stato eretto.
Infatti, la sua cupola, ossia una mezza sfera perfetta fatta di solo calcestruzzo, non solo si regge senza l’ausilio di volte, archi o nervature, ma è anche la più grande del suo genere.
Originariamente questa piazza era uno stadio, costruito nel primo secolo, che ospitava diversi tipi di eventi: la lotta, le corse con i carri e molti altri.
Ma tra gli eventi più sorprendenti c’erano senza dubbio le famose battaglie navali: in occasione di queste finte battaglie la piazza veniva allagata e riempita di flotte, le quali erano guidate dai detenuti e dagli schiavi.
La famosa piazza di Campo dei Fiori si trova di fronte a Piazza Navona, dall’altra parte di Corso Vittorio Emanuele. Campo dei Fiori rimane una delle ultime aree genuinamente romanesche che occupano il centro storico di Roma, una delle zone più caratteristiche della città.
Nelle vicinanze di Piazza Navona troviamo la famosa strada Corso Vittorio Emanuele II, che arriva fino a Il Gesù, all’interno del quale si possono ammirare la Cappella di Sant’Ignazio, ad opera di Andrea Pozzo, e il monumento di San Bellarmino, ideato dal Bernini: queste due opere sono da vedere assolutamente.